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Congresso Bormio 2027

L'algoritmo del desiderio. Neuropsicologia e psicopatologia nell'epoca del disordine globale.

Congresso Societa' italiana di psichiatria, sezione lombardia
Bormio, 8-11 aprile 2027

Razionale del congresso

L’espressione “algoritmo del desiderio” richiama immediatamente l’idea di sistemi tecnologici in grado di raccogliere dati, prevedere preferenze e orientare comportamenti, fino a configurarsi come una sorta di protesi cognitiva capace di influenzare il modo in cui interpretiamo noi stessi, gli altri e il mondo. In una prospettiva psichiatrica, tuttavia, essa assume un ulteriore significato metaforico, rinviando all’insieme dei processi neurobiologici, cognitivi, affettivi e relazionali che generano, modulano o alterano il desiderio. È proprio nell’intersezione tra questi due livelli – quello delle neuroscienze della motivazione e quello delle trasformazioni indotte dall’ecosistema digitale e dal complesso contesto globale contemporaneo – che emergono nuove questioni cliniche e nuove forme di sofferenza psicopatologica, che saranno al centro della riflessione proposta in questo convegno.

La psichiatria incontra il desiderio nelle sue molteplici trasformazioni. Nella depressione può emergere una compromissione della capacità di provare piacere, di desiderare e di orientarsi verso il futuro; nelle dipendenze il desiderio può diventare una spinta dominante e rigida; nei disturbi ossessivo-compulsivi può assumere la forma di un impulso vissuto come estraneo o incontrollabile; negli stati maniacali può amplificarsi fino a modificare il giudizio e il comportamento; nelle psicosi può cambiare il rapporto tra desiderio, esperienza soggettiva e realtà. Accanto a queste condizioni, emergono nuove forme di disregolazione del piacere e della motivazione, associate ai mutamenti degli stili di vita, all’iperstimolazione digitale, all’utilizzo di nuove sostanze, alle alterazioni dei ritmi sonno-veglia e alle ricadute sulla qualità della vita, oltre che alle trasformazioni dei processi affettivi e motivazionali che regolano il comportamento umano.

Studiare l’”algoritmo del desiderio” significa quindi esplorare l’equilibrio tra impulso e controllo, tra ricerca della gratificazione e capacità di attribuire senso all’esperienza. Significa inoltre interrogarsi su come gli ecosistemi digitali possano mediare, anticipare e orientare le nostre scelte, influenzando progressivamente la costruzione del desiderio e il modo in cui ciascuno di noi si confronta con l’incertezza e la complessità dell’epoca attuale. In questo scenario assumono particolare rilievo il rapporto tra desiderio e corpo, la qualità della vita e delle relazioni, le nuove vulnerabilità nelle diverse fasi dello sviluppo, la trasformazione delle relazioni nell’era digitale e le implicazioni etiche e medico-legali delle nuove espressioni della sofferenza psichica. La cura psichiatrica non riguarda soltanto la riduzione dei sintomi, ma anche il recupero della possibilità di desiderare, scegliere e progettare in modo autentico.

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